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ABBIAMO TROVATO UNO STRISCIONE DAVANTI ALLA MENSA…
Nostro comunicato stampa del 2 giugno scorso. La società forte è quella che include.
 

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   Questa mattina abbiamo trovato uno striscione davanti alla Mensa di Fraternità con sopra scritto: ”CARITAS? = SCIACALLI o BUSINESS 35 EURO AL GIORNO”, era firmato da Forza Nuova Savona che probabilmente, nel giorno in cui si celebra la festa della Repubblica, sentiva il bisogno di prendere una posizione e lanciare un messaggio. La Caritas, attraverso il suo ente gestore la Fondazione Diocesana ComunitàServizi onlus, da sempre si occupa di dare accoglienza a chi si trova nel bisogno, da sempre agisce per costruire una comunità capace di farsi carico delle persone più fragili. Operiamo secondo lo spirito del Vangelo cercando di seguire l’esempio di Gesù Cristo che si è fatto compagno di strada degli umili e dei deboli.

     Organizziamo i nostri servizi nel rispetto della legge e usiamo le risorse pubbliche che ci vengono riconosciute secondo le convenzioni per assistere nel migliore modo possibile le persone che ci vengono affidate. Il denaro, i famosi 35 euro al giorno, viene utilizzato principalmente per:

• pagare il personale adeguatamente formato per fornire assistenza; 

• per far fronte alle spese di accasamento delle persone accolte;

• per favorire percorsi di formazione ed inserimento socio lavorativo;

• per riconoscere ai richiedenti asilo 2,5 euro al giorno per le proprie spese personali;

     Non ci sentiamo dunque sciacalli, questo titolo si addice più a chi non aiuta la comunità a comprendere, a chi si ostina a creare ostilità, paura e violenza. I nostri bilanci sono assolutamente trasparenti: ogni risorsa viene investita per servire i poveri. Le persone scappano perché non possono avere un futuro nella loro terra, migrare è l’unica opzione possibile quando non ci sono le condizioni per condurre una vita dignitosa, e in questo quadro, l’accoglienza non può essere altro che un nostro dovere!

     L’art. 10 della nostra Carta Costituzionale, fondamento della Repubblica, dice: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”. La forza di una società si misura sulla sua capacità di non lasciare indietro chi è più povero, fragile, emarginato, mai sulla violenza o sulla sua capacità di escludere. Se vogliamo continuare a tener viva la speranza in un mondo più giusto, non possiamo voltare le spalle a chi chiede aiuto, chi cerca, per se e per i propri cari, una prospettiva di vita migliore. È urgente trovare significati e parole nuove per descrivere quello che sta accadendo, ad esempio diverse da “emergenza”, concetto che alimenta solo la paura dell’altro, la paura della povertà e spinge a costruire nuovi muri. Alla tentazione dell’isolamento noi continueremo a rispondere proponendo comunità. Possiamo farlo con le nostre parole, con i nostri servizi di accoglienza, ma soprattutto con le nostre relazioni, attraverso il nostro modo di stare ed agire insieme. In quest’ottica l’accoglienza deve essere prioritariamente incontro con l’altro: spazio per condividere storie di vita e soprattutto occasione per creare nuove prospettive. Stiamo vivendo un processo destinato a scuotere la nostra “comoda” vita europea.

     Possiamo credere che la priorità sia difendere il nostro “status quo” attraverso la costruzione di muri, oppure pensare che abbiamo di fronte a noi l’opportunità di costruire, insieme alle persone accolte, una storia nuova fatta di significati ed orizzonti condivisi ed inediti. Noi preferiamo stare da questa parte della storia!! Dalla parte dei poveri, dalla parte del Vangelo.

    La Caritas Diocesana nella persona del suo presidente S.E. mons. Calogero Marino e del direttore don Adolfo Macchioli. La Fondazione Diocesana ComunitàServizi Onlus nella persona del suo presidente Marco Berbaldi.