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A SERVIZIO DEI POVERI.

Ripartono le attività dei Centri di Ascolto tra novità e continuità.
 

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L’attività dei Centri di Ascolto Parrocchiali sta per ricominciare, anche se alcuni non hanno interrotto il loro servizio durante il periodo estivo. Settembre rappresenta l’inizio dell'anno pastorale, con un fermento di riprogrammazione delle attività che riprendono a pieno regime. Tutte queste attività, compreso il servizio ai poveri, riparte sempre dal mettere le persone che incontreremo al centro del nostro interesse. Entrare in empatia, con tutti, ma in particolare con le persone affaticate e oppresse.  Il primo dei comandamenti comincia con il termine "Ascolta Israele..." (Dt 6,4) non si tratta del semplice sentire delle orecchie, ma è un ascolto che giunge al cuore e trasforma il nostro pensare e il nostro proposito di amare. Mi piace pensare ai nostri luoghi di carità presenti in diocesi come il luogo della profezia dell'ascolto. Un ascolto che parte dalla Parola dalla quale attingere energia passione per poi passare all'ascolto delle persone che portano nel profondo l'immagine di Dio.

 

     Accanto alle motivazioni che sollecitano il nostro agire dobbiamo fare i conti anche con aspetti organizzativi che sono necessari affinché l'aiuto concreto e la vicinanza alle persone possa essere realizzata. Quest'anno iniziamo con una novità.

Dal 1 marzo 2018 la Caritas Diocesana di Savona-Noli ha chiesto ad AGEA l'ente ministeriale che si occupa della consegna dei prodotti FEAD (fondi di aiuti europei agli indigenti) di poter essere l'ente destinatario di questi aiuti anche per le Parrocchie della diocesi. Le parrocchie che prima dovevano andare a Bolzaneto dal Banco Alimentare a ritirare la merce, oggi possono venire a ritirarla a Savona. Questo rappresenta sicuramente una semplificazione per i volontari impegnati in questa iniziativa benefica.

    In queste settimane di avvio di questa nuova modalità ho riscontrato tanto entusiasmo e una grande disponibilità alla collaborazione. Ringrazio tutti i volontari e gli operatori che come al solito si sono messi a servizio per superare le piccole e grandi difficoltà incontrate.

     Le procedure richieste dal Ministero per l'utilizzo dei prodotti AGEA richiedono una attività burocratica macchinosa che ha lo scopo di fugare possibili usi impropri dei generi alimentari destinati agli indigenti. Da un lato ci costringe ad un lavoro burocratico enorme, ma dall'altro rafforza la necessità di essere precisi e puntuali nel lavoro compiuto. L'Unione Europea per verificare che i fondi elargiti raggiungano il loro scopo vuole verificare che gli aiuti alimentari giungano effettivamente alle famiglie bisognose.

      Tra non molto tempo dovremo essere in grado di certificare questo obiettivo. Già da molti anni la Caritas di Savona-Noli utilizza OSPOWEB il programma informatico di Caritas Italiana che ci permette di gestire simultaneamente i dati relativi alle persone che stiamo aiutando con i servizi caritativi presenti sul territorio diocesano; La Caritas di Ancona e la nostra Caritas Diocesana hanno chiesto al dottor Alberto Fabbiani (Consulente informatico e statistico di Caritas Italiana, che ringraziamo per l'ottimo lavoro svolto) delle modifiche che ci permettessero la gestione anche dei prodotti alimentari.

     L'utilizzo di questi nuovi mezzi informatici rappresenta uno strumento di lavoro che speriamo permetta di semplificare l'attività dei Centri di Ascolto, migliorando notevolmente la raccolta delle informazioni necessarie. L'azione di sostegno alle persone non si esaurisce nel solo nel gesto del dono alimentare, del vestiario, ma deve essere anche accompagnato dalla promozione della persona.

    Questa azione svolta dai Centri di Ascolto deve ritornare come opera di sensibilizzazione di tutta la comunità ecclesiale. Non solo. Se possediamo informazioni "solide" possiamo argomentare e denunciare le povertà sistemiche e consigliare la comunità civile circa possibili vie di contrasto. Stiamo attraversando un periodo storico particolarmente complesso e difficile.

     La crisi economica degli ultimi 10 anni ha portato al raddoppio delle persone in condizioni di povertà. L'istat rileva che le persone in condizioni di povertà assoluta superano i 5 milioni di individui (nel 2010 erano quasi 2,5 milioni).

     Solo nella nostra Diocesi la rete dei Centri di Ascolto, nel 2017, ha incontrato 2.209 nuclei di familiari e soggetti singoli. Possiamo stimare che gli aiuti siano arrivati a sostenere circa 5.000 persone circa il 4% della popolazione residente in Diocesi.

     Rimbocchiamoci le maniche perchè sembra proprio vero che i poveri li avremo sempre con noi e noi cercheremo di camminare loro accanto.

                                                                                                                            Alessandro Barabino