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AL VIA IL PROGETTO ABITO IL MONDO

Nelle prossime settimane partirà il progetto che coinvolgerà 10 donne vittime di tratta grazie ai fondi Cei
 

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Nel prossimi giorni sarà avviato il progetto “Abito il Mondo” , promosso dalla collaborazione tra Fondazione diocesana ComunitàServizi, Acli, Arci e Auser, che ha come destinatarie 10 donne vittime di tratta e di abusi subiti nel loro viaggio.

Il progetto, finanziato dalla Cei all’interno della campagna “Liberi di partire liberi di restare”, consiste in tre azioni principali: la formazione attraverso un laboratorio di cucito, il sostegno psicologico e medico, l’accoglienza con vitto e alloggio.

L’obiettivo è quello di dare a queste persone la possibilità di rimettersi in piedi e di dare un senso, per quanto possibile, a tutte le sofferenze subite.

La parola “abito” ha una doppia valenza. La prima vuole sottolineare la missione della nostra Chiesa verso tutti gli uomini e le donne, una sensibilità che da sempre è stata coltivata verso chi è povero, verso chi è straniero e che vuole costruire una cultura dell’altro, chiunque esso sia. La seconda valenza consiste proprio nella struttura del progetto: le donne coinvolte impareranno a creare abiti, conoscere i tessuti e a potersi inserire nel mondo del lavoro. Si partirà quindi dall’acquisizione delle basi della sartoria e del modello, ma anche dalle competenze e delle abilità per sviluppare un modello personalizzato in base al corpo da vestire, al materiale da utilizzare e alla propria creatività.

Oltre ad apprendere un mestiere il progetto prevende anche un’accoglienza con vitto e alloggio (in una struttura della Diocesi), ma anche luogo d’incontro per restituire una dignità calpestata. Le donne saranno inoltre sostenute psicologicamente per elaborare i traumi e le ferite e trovare un modo per ricominciare. È importante sottolineare il lavoro tra più enti del terzo settore, anche laici, specie nell’ambito dell’accoglienza dei migranti e sulla promozione dei diritti e del rispetto della dignità umana.