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VOCI DAL TERRITORIO DIOCESANO

Testimonianze dei Centri Ascolto Parrocchiali in prima linea nel sostegno alle persone

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Tutto il territorio diocesano è stato coinvolto negli ultimi mesi, tramite la rete della solidarietà, per andare incontro ai bisogni delle persone che la crisi, provocata dall’emergenza sanitaria, sta facendo emergere quotidianamente. Il lavoro dei Centri ascolto parrocchiali è stato intensificato e adattato alle necessità, pur talvolta dovendo fare i conti con un aumento delle richieste e la riduzione dei volontari. La Caritas diocesana ne ha raccolto una panoramica partendo dalle testimonianze dei coordinatori.

A Cogoleto l’attività diretta del Centro ascolto è ferma perché confluita nel comitato “Cesto solidale” costituito per l’emergenza, di cui fanno parte diverse realtà tra cui il Comune, Protezione Civile, Croce rossa, Croce oro, le parrocchie (di Lerca, Sciarborasca, Cogoleto), l’associazione dei commercianti, allo scopo di gestire in modo coordinato la distribuzione degli alimenti. Nello specifico le parrocchie hanno messo a disposizione i locali per la raccolta degli alimenti. “Gli utenti assistiti già precedentemente dal centro ascolto rientrano in questa distribuzione – spiega il parroco don Antonio Ferri –, alle 40 famiglie già sostenute dalla Caritas si sono aggiunti altri 64 nuclei familiari a cui si va incontro con questo intervento unitario arrivando a un totale di 104 famiglie sostenute. Inoltre come Caritas parrocchiale si è in contatto con i servizi sociali del Comune di Cogoleto, la parrocchia ha a disposizione un fondo (oltre a quello Caritas) per contribuire alle situazioni di bisogno economico che stanno iniziando a emergere. Il Comune è al corrente di questa disponibilità, che potrebbe essere necessaria con l’avanzare della crisi, ma attualmente riesce a fare fronte alle richieste con contributo per l’emergenza stanziato dal Governo”.

 

Sempre nella vicaria di Levante, a Varazze, viene mantenuta la consegna del pacco viveri mensile alle persone già assistite, su appuntamento. “L'ascolto è sempre aperto una volta a settimana (su appuntamento telefonico) per eventuali nuovi casi o problematiche, inoltre la sacrestia della parrocchia è aperta ogni mattina quindi chi ha bisogno può far contattare i volontari del Cda. Nell'ultimo periodo si registra un leggero aumento delle richieste di aiuto per pagamento bollette e locazioni”, riferiscono dal centro ascolto varazzino.

All’estremo ponente diocesano invece il centro ascolto di Finale-Noli ha riscontrato un aumento delle richieste di aiuto. Un giorno alla settimana viene dedicato alla preparazione dei pacchi viveri per gli utenti sostenuti esclusivamente dalla Caritas, mentre due giorni della settimana sono dedicati alla realizzazione dei pacchi per le richieste che arrivano dal Comune e da altre associazioni che si occupano di povertà sul territorio. I pacchi viveri vengono composti da tre volontari a porte chiuse e sono consegnati alle persone dalla Protezione civile e dal messo comunale. Come sottolinea la responsabile del centro ascolto finalese Paola Maggioni, “il Comune ha stanziato 10.000 € del fondo per l’emergenza stanziato dal Governo per l’acquisto di alimenti, stiamo lavorando molto bene con le istituzioni e in modo coordinato. Inoltre si sta attivando un servizio mensa a domicilio 2/3 volte la settimana, cucinando pasti nella mensa scolastica che saranno poi distribuiti dagli scuolabus alle persone segnalate dal nostro centro ascolto”. Sempre sul finalese è stata attivata la Spesa sospesa in tutti i punti vendita grazie al coordinamento con la Protezione civile e la Croce Bianca per il ritiro delle spese lasciate pagate nei punti vendita. È mantenuto il servizio di ascolto che viene fatto telefonicamente e si cerca di contribuire economicamente per le spese più urgenti quali bollette e spese sanitarie. Sono state sospese la distribuzione di vestiario e la scuola di alfabetizzazione di italiano. “Si registra inoltre un disagio dato dall’isolamento – spiega Paola Maggioni – che ha potenziato problematiche già esistenti e dinamiche familiari malsane, purtroppo in questa situazione di difficile monitoraggio”.

Anche nel savonese i centri ascolto parrocchiali continuano la loro attività. A san Francesco da Paola in Villapiana prosegue la distribuzione dei pacchi viveri ogni venerdì , agli assistiti abituali si sono aggiunte 13 persone, come spiega la coordinatrice Emilia Lavagna: “alcune nuove, altre che prendevano solo abiti e che ora sono in difficoltà perché senza lavoro, magari con mutuo per il momento sospeso ecc. Sappiamo di altre famiglie in difficoltà, alcune delle quali già assistite con la distribuzione degli indumenti, quindi nei prossimi giorni il numero degli assistiti potrebbe aumentare. Si è anche registrato un aumento delle richieste di aiuto per i pagamenti di utenze e affitti”.

Prosegue l’assistenza anche nell’Oltreletimbro. A san Paolo “viene garantita vicinanza alle famiglie assistite con un contatto telefonico, ascoltandone i bisogni e cercando di andare loro incontro compatibilmente con le restrizioni in vigore. In particolare sono state contattate le famiglie che si avvalgono della distribuzione di indumenti per bambini, e sono state ascoltate le nuove esigenze legate alla crescita e al cambio di stagione, concordando il ritiro degli indumenti già preparato dalle volontarie. Per quanto riguarda la distribuzione degli indumenti per gli adulti, ne è stata garantita la consegna a chi ha manifestato questa necessità. La distribuzione del pacco viveri prosegue con gli appuntamenti quindicinali. Si è inoltre cercato di assistere le persone che, in questo momento di difficoltà lavorativa, si sono rivolte alla Caritas intervenendo e, dove possibile, consegnando il pacco viveri a domicilio”, riferisce, per il centro ascolto parrocchiale, Greta Diana. Alla ss. Trinità (Chiavella) dove sono seguite circa 30 famiglie dislocate nel quartiere e zona limitrofa (Legino) è stata mantenuta l’apertura, apportando variazioni relative all'osservanza delle norme. “Non abbiamo notato grosse variazioni, i nostri utenti sono stati regolari in quanto loro sanno quando venire previo appuntamento fissato di mese in mese, ci riferiscono di aver perso il lavoro, anche quello in nero, e quindi le difficoltà sono ulteriormente aumentate. Si sono presentate alcune persone nuove che abbiamo iniziato a sostenere con un pacco viveri”, riporta Maria Caviglia. Ricordiamo che nel savonese il Centro ascolto diocesano collabora col Comune per la compilazione delle richieste e la distribuzione dei buoni spesa comunali e dell’Emporio.