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AD ALBISSOLA MARINA I LABORATORI DI PROSSIMITÀ
Ceramica, cucito, falegnameria, trasformazione prodotti agricoli.
 

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    Dopo la partenza nel maggio 2015 di Casa Rossello, in questi giorni ad Albissola Marina in via Italia 49 ha aperto i battenti Casa Papa Francesco attraverso l’attività dell’Ostello Le Stuoie, gestito da Solida cooperativa sociale, e dei Laboratori di Prossimità, gestiti dalla Fondazione diocesana ComunitàServizi. Ci soffermiamo su questi ultimi, mentre in un’altra occasione vi parleremo delle Stuoie. I Laboratori di Prossimità hanno l’obiettivo di offrire occasioni di formazione, diminuire il senso di insicurezza e spaesamento che si prova in seguito alla perdita del lavoro ed ostacolare i conseguenti processi di esclusione sociale che coinvolgono i singoli e famiglie accolte. Attraverso le attività che riguardano la ceramica, il cucito, la piccola falegnameria e la trasformazione dei prodotti agricoli, cerchiamo di creare ponti tra settori lavorativi del nostro territorio come l'artigianato e il commercio coinvolgendoli nella parte formativa del progetto con l'obiettivo di abbattere le distanze tra le persone disoccupate e il mondo del lavoro sviluppando nuove relazioni sociali: la stessa diversificazione delle attività proposte ha proprio lo scopo di moltiplicare le occasioni di relazione.

     I Laboratori di Prossimità nascono grazie ad un progetto CEI 8xmille presentato nell’anno 2014. Il contesto territoriale in cui si era sviluppata la progettazione era contrassegnato da una disoccupazione in forte aumento. Nel 2013 infatti erano oltre 30.000 le persone iscritte al collocamento della provincia di Savona.

     La progressiva e costante chiusura dei siti industriali non è stata controbilanciata nel tempo dallo sviluppo di altri settori e il commercio e il turismo non si sono poi dimostrati sufficientemente sviluppati per assorbire i fuoriusciti dal mercato del lavoro del settore industriale. In questo quadro complesso si va sviluppando l’esperienza dei “laboratori di prossimità”: un tempo e uno spazio “sociale” nel quale le persone disoccupate possano ritrovare senso e dignità per il proprio vivere spesso minato dall'incertezza e dall'impossibilità di lavorare.

     La gestione di ogni laboratorio è affidata ad esperti e professionisti (singoli, associazioni, cooperative) che, con continuità o a progetto, prestano la loro competenza e professionalità per animare l’attività del laboratorio stesso: così alla Cooperativa Sociale Agricola Ortocircuito, nata per favorire l’inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle fasce deboli, attraverso il recupero dei terreni incolti, è stata affidata la gestione del laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli, all’Associazione ceramisti di Albissola, attraverso l’alternarsi di diversi artigiani, l’animazione del laboratorio di ceramica, mentre il laboratorio di falegnameria è organizzato da una squadra formata da due giovani “mastri” e una restauratrice ed infine il laboratorio di cucito è affidato alla guida di un giovane sarto senegalese accolto presso uno dei nostri centri di accoglienza.

     A fianco dei professionisti, che svolgono di fatto il ruolo di tutor formativi, operano gli educatori della Fondazione Diocesana ComunitàServizi onlus, ente gestore della Caritas diocesana, che hanno il compito di sviluppare nuove reti con i servizi del pubblico e del privato sociale, monitorare e accompagnare gli inserimenti, e soprattutto elaborare, insieme con gli ospiti, progetti di reinserimento e inclusione sociale, con particolare riferimento alla casa e al lavoro.

     La nascita e lo sviluppo di una laboratorio formativo non può che fondarsi sulle relazioni corte che si instaurano innanzitutto tra gli operatori, partner, tutor, volontari e ospiti del servizio. In questo senso la forte vicinanza con la comunità parrocchiale di Albissola permette la possibile tessitura di rapporti e relazioni di sostegno alle persone accolte offrendo alla parrocchia stessa una ulteriore possibilità di vivere concretamente la testimonianza della carità.

     I laboratori di prossimità “Papa Francesco”, sono un piccolo segno concreto dell’attenzione che la Chiesa Diocesana vuole dedicare al problema della mancanza di lavoro e alle drammatiche conseguenze che comporta, ma soprattutto vogliono rappresentare uno stimolo di riflessione per tutti gli attori del sistema lavoro locale affinché si possano sviluppare nuove alleanze e individuare nuovi strumenti per ostacolare tutti i processi di esclusione sociale che sono conseguenti alla perdita del lavoro e che rischiano di compromettere il futuro di numerose famiglie della nostra comunità.