RAPPORTO 2016
sulla povertà

CARITAS ITALIANA

RAPPORTO 

IMMIGRAZIONE

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REDDITO DI INCLUSIONE: UNA REALE MISURA ANTI POVERTÀ
Una svolta significativa per percorsi di inclusione certi.
 

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Si può proprio dire una cosa più unica che rara: per la prima volta nella storia del nostro Paese il Parlamento ha definito in questi giorni, per legge, una reale misura di contrasto alla povertà assoluta. Da qualche settimana infatti l’Italia ha finalmente la sua legge che si occupa di povertà. La legge introduce la misura nazionale di contrasto della povertà assoluta, denominata Rei, cioè Reddito di inclusione, che consiste in un trasferimento monetario riservato alle famiglie con un reddito molto basso, insieme a forme di presa in carico da parte dei servizi territoriali. Una scelta molto significativa, che traccia una via precisa per i successivi decreti attuativi che dovranno essere in coerenza con il provvedimento. L’Alleanza contro la povertà, della quale Caritas fa parte, ha così ottenuto un grande risultato.

     Riportiamo da Caritas Ambrosiana alcune riflessioni condivise dal mondo delle Caritas diocesane: “L’Alleanza ha sempre sollecitato l’adozione di uno strumento fondato su due pilastri: il sostegno economico a chi vive in povertà assoluta e la presa in carico da parte dei servizi territoriali. Lo strumento adottato dal Parlamento va in questa direzione. Il reddito di inclusione sarà una misura che dovrà essere garantita in ogni regione, a ogni cittadino che si trovi in determinate condizioni di povertà. Potrà essere erogata anche alle famiglie straniere, purché con un requisito minimo di residenza in Italia. E questa misura dovrà essere resa nel tempo universale, ovvero non riservata a specifiche categorie, ma subordinata alla verifica dei mezzi economici, da effettuarsi sulla base dell’Isee.

     Come sarà erogata? Qui entrano in gioco i servizi territoriali, che avranno un compito decisivo. Il Rei sarà infatti erogato sulla base dell’effettivo impegno, da parte del soggetto interessato, a rispettare un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo, che sarà appunto predisposto dalla rete dei servizi sociali territoriali.

     Certamente la sfida non si ferma qui. Sarà necessario, infatti, predisporre, così come sollecitato dall’Alleanza, un Piano nazionale contro la povertà che definisca strategie attuative e di finanziamento incrementali, che consentano il progressivo ampliamento dell’utenza sino a raggiungere tutta la popolazione in povertà assoluta. Perché la legge di contrasto alla povertà deve essere effettivamente universale, così da superare anche gli attuali e drammatici differenziali territoriali.

      Fatta la legge, ora si guarda alla sua attuazione. E ai decreti che la disciplineranno. Sarà una sfida decisiva che dovrà rendere complementari i servizi alla persona e i contributi effettivamente erogati, affinché si possano realmente modificare le condizioni di vita delle persone più povere. Sarà una sfida sul piano dell’equità, perché si dovranno trovare eque condizioni di accesso al Rei.

     Sarà infine una sfida da giocare anche sul piano delle amministrazioni locali, che saranno i veri protagonisti dei percorsi di inclusione. Molto, dunque, è stato fatto. E molto ancora resta da fare. Siamo sulla buona strada. Il paese aveva ed ha urgente bisogno di risposte e misure contro la povertà. La legge delega è un primo passo importante, forse storico, di un percorso che, per ora siamo solo alle buone intenzioni, potrà permettere nel tempo – e lo speriamo – percorsi di inclusione certi”.