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CARITAS E S.EGIDIO: 113 NUOVI ARRIVI DALL’ETIOPIA

Continua il lavoro con i corridoi umanitari. Accoglienza diffusa sul territorio.
 

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Dopo le prime 25 persone, giunte lo scorso 30 novembre, martedì 27 febbraio sono arrivati dall’Etiopia all'aeroporto di Fiumicino 113 profughi, originari di diversi Paesi del Corno d’Africa, che sono stati accolti dagli operatori di Caritas Italiana, della Comunità di Sant'Egidio e di Gandhi Charity, nell’ambito del Protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), che agisce tramite Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes. Il Protocollo, finanziato con fondi CEI 8xmille, ha in programma il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni. Dei 113 rifugiati arrivati quasi la metà sono minori e la più piccola è una sud sudanese di 6 mesi ed è nata nel campo profughi di Pugnido, nella Regione di Gambela.

     Nel Paese del Corno d'Africa, ad oggi, sono bloccati oltre 800.000 rifugiati. Molti di loro, per sfuggire alle difficili condizioni di vita dei campi decidono di mettere la propria vita nelle mani dei trafficanti di uomini per raggiungere, attraverso il deserto del Sud Sudan, la Libia dove sono costretti a sopravvivere in condizioni disumane. L'obiettivo finale di questo lungo cammino: raggiungere l'Europa e una vita dignitosa. “I Corridoi Umanitari sono il risultato del lungo impegno della Chiesa italiana che, attraverso Caritas Italiana, vuole promuovere nuovi canali sicuri e risposte durature a protezione dei migranti e dei rifugiati. I Corridoi Umanitari dall'Etiopia, il programma di reinsediamento dalla Giordania e le recenti evacuazioni dalla Libia sono la testimonianza di questo cammino per un mondo più giusto e più equo», ha dichiarato don Francesco Soddu, direttore Caritas Italiana. L’accoglienza più ampia prevede l’intervento di parrocchie, famiglie e istituti religiosi e l’utilizzo di appartamenti privati, con il supporto di famiglie tutor italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso di integrazione sociale e lavorativa di ognuno sul territorio garantendo servizi, corsi di lingua italiana, cure mediche adeguate.