RAPPORTO 2017
sulla povertà

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LA VITA QUOTIDIANA AL CENTRO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA

Un aggiornamento delle attività. La relazione con i profughi.
 

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La Caritas e la Fondazione diocesana ComunitàServizi in collaborazione con la Cooperativa Progetto Città accolgono nel sistema di accoglienza straordinario (CAS) attualmente in Savona un centinaio di richiedenti asilo dai 18 ai 35 anni, uomini e donne provenienti principalmente dalla Nigeria e in minor misura anche da altri paesi quali il Mali, il Gambia, la Guinea, il Ghana, la Costa d'Avorio, il Senegal, la Sierra Leone, la Mauritania, lo Yemen, il Bangladesh, il Pakistan, l'Eritrea e la Somalia. Gli uomini vengono accolti inizialmente presso il Seminario Vescovile di Savona; dopo diversi mesi si valuta la possibilità, quando presente, per alcuni ragazzi di essere trasferiti in uno degli otto appartamenti a disposizione, situati in Savona e Quiliano e sempre gestiti dal medesimo personale. Le donne con eventuale nucleo famigliare, invece, si trovano accolte presso due centri siti uno ad Albisola (La Fiorita) e uno in Savona (Casa della Giovane).

     Il personale impiegato nell'accoglienza è suddiviso in due equipe, una per gli uomini e una per le donne, con un rapporto con gli ospiti di circa 1:10. Le equipe sono multidisciplinari e si avvalgono della collaborazione della Scuola Migrantes, dello Sportello Immigrazione della Caritas e di Radiotrafiko, un progetto radiofonico gestito dalla cooperativa Progetto Città. Un ruolo fondamentale riveste anche il volontariato per l’insegnamento della lingua italiana e per tutte le attività in campo. Chi fosse interessato per un servizio volontario può contattare il 3404635280.

     Dopo una prima accoglienza che consta nell'anamnesi medica, nella formalizzazione della richiesta di asilo presso la Questura, nell'inserimento presso la scuola di italiano Migrantes e nella spiegazione del progetto cui gli è stato chiesto di voler o meno aderire, si lascia alle persone un primo tempo di orientamento e conoscenza del contesto e del territorio. Quando il livello di lingua risulta adeguato, lo studente viene iscritto presso il Centro Provinciale Istruzione Adulti (CPIA) per continuare il percorso di alfabetizzazione oppure optare per il ciclo di formazione per l'ottenimento del diploma di terza media e, successivamente, il biennio delle superiori. Attualmente una cinquantina dei nostri ospiti stanno frequentando un percorso di alfabetizzazione di primo livello gestito dalla scuola Migrantes, mentre 31 sono iscritti al CPIA. Nel momento in cui la conoscenza della lingua raggiunge un livello di comunicazione base, come operatori cerchiamo proponiamo ulteriori attività con obiettivi formativi e di integrazione, quali: volontariato in lavori di pubblica utilità (non solo manutenzione delle aree verdi, ma anche servizio pedibus ed altro), corsi interni di cucina, laboratori artistici, di sartoria, di cinema, di informatica e ricerca lavoro, corsi organizzati da altri Enti di formazione. In questo momento 9 persone sono iscritte ad un corso triennale di formazione organizzato da AESSEFFE, con sede a Legino, per diventare operatori agricoli; altri 5 sono iscritti ad un corso di formazione triennale che si svolge in Valbormida e che forma operatori della ristorazione. Entrambi gli enti mettono in atto moduli di apprendimento teorico di diverse materie e laboratori pratici, affiancati da un’esperienza professionalizzante che si svolge presso diverse aziende private.

    Per quanto riguarda il loro percorso legale, nel momento in cui la Commissione Territoriale, che valuta il loro diritto alla protezione internazionale, definisce una data di udienza. La persona viene preparata al colloquio con una serie di incontri gestiti dall'operatore di riferimento coadiuvato dal mediatore. All'oggi 49 dei nostri ragazzi sono in attesa di ricevere la data di udienza, mentre 1 ne ha già avuto comunicazione e 4 aspettano di sapere l’esito del proprio colloquio presso la Commissione Territoriale. Coloro che hanno ricevuto risposta negativa dalla Commissione possono optare per un ricorso in Tribunale. Anche in questo caso l'operatore di riferimento, con l'aiuto dell'avvocato, prepara i ragazzi al colloquio e li aiuta a recuperare il materiale e le testimonianze che potrebbero supportare il loro caso. Sono 3 i ragazzi che stanno preparando il proprio ricorso in questo momento.

     Ultimo ma altrettanto importante è il momento dell'uscita del ragazzo dal progetto. Questo momento necessita di grande attenzione e lavoro per fare in modo che la persona che ha ottenuto la documentazione per soggiornare sul territorio possa essere trasferito all'interno di un progetto SPRAR (servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) oppure trovi una sistemazione decorosa e un posto nella società. In questo momento stiamo lavorando con 7 ragazzi in uscita.

     Se senti di volere e poter dare una mano attraverso il volontariato con le tue competenze, chiama il numero di cellulare che trovi all’inizio dell’articolo.