RAPPORTO 2017
sulla povertà

CARITAS ITALIANA

RAPPORTO 

IMMIGRAZIONE

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SARA, UNIVERSITARIA TIROCINANTE AL CENTRO DI ASCOLTO

La condivisione dell’esperienza in Caritas. Ascoltare, incontrare, capire, arricchirsi.
 

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Abbiamo chiesto a Sara di scriverci come si è trovata in mezzo a noi in questi mesi passati insieme. La ringraziamo per il testo sotto riportato e per l’amicizia che è nata. La Caritas da vari anni accoglie tirocinanti di alcune università con studi a finalità sociale. È sempre stato un arricchimento reciproco, una ventata di giovinezza e un contatto molto significativo con il mondo dei giovani. Disagio e giovani è bene che si intreccino, che si incontrino, perché la vita è fatta così, di momento positivi e negativi, di opportunità e di frustrazioni, e in queste cose serve allenarsi, “stare un po’ sul pezzo” per venire a scoprire contenuti, valori, prospettive interessanti per la vita di ciascuno di noi.

 

“Ho Iniziato la mia esperienza di tirocinio a Maggio del 2017 e l’ho conclusa da qualche giorno. La scelta di svolgere il tirocinio alla Caritas è stata in un certo senso casuale: io sono una studentessa di Servizio Sociale e dovevo svolgere un tirocinio, la Caritas era l'unico Ente che mi dava la possibilità di iniziarlo subito. Non avevo idea del ruolo ricoperto dalla Caritas, né tantomeno di chi ci lavorasse o di cosa si occupasse. Gli unici motivi per cui avevo sentito parlare della Caritas erano la mensa e i cassonetti gialli in cui si buttano i vestiti usati ancora in buone condizioni, anche se non sapevo i vari modi in cui essi vengono poi effettivamente riutilizzati. Perciò, iniziare questo percorso è stato un po' come entrare in un nuovo mondo, completamente sconosciuto. Talmente tanto che non sapevo nemmeno cosa aspettarmi: questo perché non me ne ero mai interessata e nessuno me ne aveva mai parlato. Il Servizio della Caritas nel quale ho svolto il tirocinio è stato il Centro di Ascolto Diocesano. Durante i primi giorni Daniela assistente sociale e responsabile del servizio, il mio supervisore, mi ha illustrato i vari servizi che vengono offerti alle persone in difficoltà e ho scoperto che non esisteva soltanto la mensa, ma anche molti altri servizi come la Cometa, la Casa di Accoglienza Notturna, Casa Betania, Casa Emmaus, una Casa Famiglia e la Migrantes. Ho scoperto anche che tutti questi servizi erano gestiti da diversi operatori e durante i primi mesi di tirocinio ho avuto la possibilità di visitarne la maggior parte. Nel mentre ho iniziato a entrare in contatto con gli utenti, seguendo vari colloqui con Daniela, con gli altri operatori e con alcuni volontari; ho conosciuto persone che portavano problematiche con cui non ero mai entrata in contatto. Ho conosciuto persone con problemi di droga; ragazzi all'incirca della mia età che hanno dovuto lasciare il proprio paese e tutti i loro cari per provare a costruirsi un futuro migliore; persone dell'età di mio padre che a causa della crisi hanno perso il lavoro e, nei casi peggiori la casa e la famiglia; anziani non più in grado di vivere soli e senza nessuno che si occupasse di loro. Tutto questo mi ha fatto pensare e crescere molto a livello personale. Sono diventata più consapevole del mondo in cui vivo. Sono diventata più sensibile e più interessata ai problemi delle persone. Ho finalmente scoperto di cosa si occupa in concreto un assistente sociale e posso dire di essermi “innamorata” di questo mondo, anche se penso di non conoscerne ancora nemmeno un decimo. Penso che probabilmente, un tirocinio in qualsiasi altro Ente non mi avrebbe arricchita così tanto e sono grata della possibilità che mi è stata data. Se ripenso alla mia esperienza di tirocinio non potrei immaginarla migliore di così”.