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IN SCENA LA NUOVA ESIBIZIONE DEI FORESTI

Tutti invitati. Ingresso libero. I pensieri degli attori.
 

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È qui la festa?” Commedia in atto unico in cui le attrici e gli attori si cimenteranno nella rappresentazione di una serie di eventi pieni di malintesi, contrattempi, e colpi di scena. Domenica 10 giugno ore 21.00 presso i Cattivi maestri a Savona (Officine Solimano). La Compagnia teatrale amatoriale dei Foresti della Migrantes diocesana ci presenterà il nuovo spettacolo come evento all’interno di “Giugno mese del rifugiato 2018”. È composta da attrici e attori di 6 nazionalità diverse (Ecuador, Marocco, Russia, Egitto, Camerun e Italia). Quest’anno in occasione della presentazione del loro nuovo spettacolo abbiamo chiesto ai componenti del gruppo di rispondere a 4 semplici domande: perchè fai teatro, cosa ti piace di più della Compagnia teatrale dei Foresti, cosa ti senti di aver dato agli altri componenti del gruppo, cosa hai ricevuto da loro. Alcuni ringraziamenti sono d’obbligo: i primi vanno all’assessore Marozzi Barbara e al suo staff che si sono prodigati per farci ottenere il gratuito patrocinio del Comune di Savona; ringraziamenti anche ai “Cattivi Maestri” per la pazienza, l’accompagnamento e la disponibilità. Siamo anche molto grati alla Città dei Papi e a Mirko in particolare per l’ospitalità che ci ha fornito per le nostre prove.

 

Lina. Mi piace il teatro, mi piace recitare, mi piace il clima di complicità, collaborazione e creatività che si crea nel gruppo! E trovare tutto ciò in una compagnia di "Foresti", è ancora più stimolante; riuscire a portare in scena anche autori importanti italiani e stranieri è una grande soddisfazione. Tutto nasce per migliorare la conoscenza della lingua italiana da parte degli studenti stranieri; poi ti accorgi che si sono create belle e durature amicizie, che si verificano scambi culturali costruttivi, che i ragazzi accolgono con entusiasmo i testi proposti, si sforzano per dare il meglio e partecipano attivamente alla "costruzione" dello spettacolo per i costumi, le scene, le musiche. Ho messo a disposizione del gruppo quello che ho imparato da altre esperienze di teatro cercando di contribuire alla realizzazione e alla crescita del progetto. Ho imparato che, quando si ha un progetto comune e condiviso, si superano le differenze culturali, linguistiche, caratteriali e ciascuno cerca di fare del proprio meglio per realizzarlo.

Patrizia. Fare teatro è un modo piacevole, divertente e importante per migliorare la mia integrazione in un Paese diverso e lontano dal mio e anche un modo per conoscere persone che come me hanno lasciato la loro Patria per costruirsi un futuro migliore. Mi piace il clima di amicizia e complicità che si è creato tra di noi e che va ben al di là della semplice performance teatrale. Spero di aver trasmesso agli altri alcune caratteristiche tipiche della mia gente ovvero la voglia di socializzare, l’allegria che non manca mai e la disponibilità nei confronti di tutti. Ho sicuramente ricevuto più di quanto ho dato. Il confronto quasi quotidiano con culture diverse dalla mia mi ha arricchito moltissimo oltre a darmi nuovi stimoli. Gli altri inoltre mi hanno insegnato a non arrendermi e a superare i problemi con l’impegno costante (imparare un copione non è uno scherzo). E’ una esperienza unica e importantissima che da semplice attività ricreativa si è trasformata in una Amicizia profonda anche al di fuori delle scene.

Meryem. Faccio teatro perché mi piace. Dal 2009 è stato anche un modo per imparare l'italiano. Apprezzo molto la diversità dei ragazzi che si rispecchia nel trovarsi bene, nonostante ognuno di noi venga da paesi diversi. Spero di aver dato un buon aiuto e sostegno agli altri. Ho ricevuto tanto da ogni singola persona di questo gruppo, sicuramente mi porto tutto quello che mi hanno regalato nel cuore.

Sandra. Mi ha convinto Davide a fare teatro e mi sono trovata bene, in secondo luogo mi aiuta a vincere un po’ la timidezza. La Compagnia dei Foresti è nata per unire le persone diverse e promuovere il multiculturalismo e l'integrazione e valorizzare la diversità che ci sono nelle diverse comunità. Non ho idea di cosa abbia dato agli altri ma è sempre un piacere quando arrivo alle prove e vederli tutti contenti di ritrovarsi. Loro mi hanno permesso di socializzare e di fare uscire un lato di me che non conoscevo.

Michela. Fare teatro è darsi l'opportunità di mettersi in gioco come persone per quello che si è; è imparare a vivere e giocare con le emozioni per poterle rappresentare autenticamente; è imparare a immedesimarsi e ri-scoprirsi sempre diversi...in generale è un'occasione per attivare la parte creativa di noi, che spesso nella vita quotidiana viene messa da parte. Mi piace far parte di questo gruppo, in particolar modo perché credo che il teatro, che è sempre strumento di socialità, in questo contesto multietnico ci faccia apprezzare la bellezza e la ricchezza della diversità per poi farci rendere conto che le emozioni e la loro rappresentazione sono il filo comune di una stessa trama, da qualsiasi parte del mondo esso parta. Spero di aver dato semplicemente me stessa per come sono, senza filtri o barriere. Ho ricevuto un abbraccio e la bellezza di sentirsi accolta con gioia sincera.

Anita. Ho deciso di fare teatro perchè avevo voglia di rimettermi un po' in gioco e fare qualcosa in cui potessi staccare un po' la testa, ma anche in cui dovessi impegnarmi seriamente. Questo progetto teatrale mi è sempre parso molto interessante per la varietà delle persone che ne fanno parte: una compagnia internazionale. Una ricchezza per noi e una anche per lo spettatore perché ascolta voci con accenti diversi che recitano nella nostra lingua. Ho vissuto molta armonia nel gruppo. Un'altra peculiarità è che il personaggio che ognuno di noi rappresenta non è stato scelto a caso, ma assomigli, per alcune caratteristiche, al personaggio della commedia. Ai componenti del gruppo penso di aver dato me stessa, cercando di sostenere gli altri, attraverso gesti semplici, le fatiche e i successi che ci hanno accompagnati in questi mesi di prove. Ogni persona mi ha donato moltissimo, penso più di quello che sono riuscita a dare a ognuno di loro. Mi hanno insegnato moltissime nozioni teatrali di cui io non ero a conoscenza e ognuno di loro mi ha arricchita come persona.

Davide. Ho iniziato a fare teatro perché sono stato costretto… dagli eventi! A parte le battute, non avevo intenzione di iniziare. Quando sono arrivato in Migrantes era un progetto già presente e l’ho “sposato” con interesse perché mi era sembrato un buon veicolo di socializzazione e anche di apprendimento della lingua. Ho collaborato per anni alla parte tecnica e burocratica. Lo scorso anno mi sono trovato a recitare una piccola parte sul palco e quest’anno mi sono voluto giocare maggiormente… ed eccomi coinvolto. Ciò che mi piace di più è la socializzazione: negli anni questo progetto si è evoluto da corso di teatro in compagnia teatrale amatoriale e questo ha fatto sì che crescesse l’impegno, la dedizione e naturalmente anche la fatica: di conseguenza si sono rafforzati i legami. Mi piace vedere che nessuno si sente superiore e che veramente non ci sono muri fra di noi. Ho dato agli altri il mio impegno, la mia voglia di fare bene, la fiducia nelle capacità degli altri, il mio desiderio che questa Compagnia prendesse il volo e diventasse autonoma. Ho ricevuto tanto: soprattutto quando si avvicina la data dello spettacolo ti senti parte di un gruppo di amici che si supporta e si dà forza. Ho percepito da parte degli altri fiducia e comprensione nei miei confronti.

Anna. Mi appassiona fare teatro, mi diverte, mi aiuta a conoscere gli altri e soprattutto me stessa. Mi fa bene al corpo e alla mente, perchè mi insegna a rapportarmi con tutti in maniera serena accettando le diversità di ciascuno e sentendomi accettata. In questa gruppo mi piacciono soprattutto le persone, la libertà e la serietà con cui si lavora, la comunione di intenti , la capacità di tutti di adeguarsi alle difficoltà con il sincero intento di trovare delle soluzioni. Penso di donare forse conoscenze linguistiche , un po' di tecniche teatrali, affetto e amicizia. Ho ricevuto amicizia , comprensione, affetto; ho imparato modi di essere, tradizioni culturali e linguistiche straniere.

Giorgio. Credo di essermi cimentato la prima volta nel fare teatro più per vincere la mia timidezza che per passione. Ora ne apprezzo il lavoro di squadra e le emozioni del palco. Oltre ad essere un ottimo metodo per imparare a parlare ed esprimersi in italiano, il teatro aiuta a mettersi alla prova ed affinare le relazioni creando gruppi come il nostro. Spero di aver regalato agli altri qualche sorriso. Grazie ai registi si lavora seriamente ma sono tanti i momenti di allegria e festosità. E' una bella esperienza vivere le quinte del teatro, le emozioni prima dello spettacolo e la soddisfazione nel vedere un pubblico sorridente e appagato.