RAPPORTO 2017
sulla povertà

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AUGURI DI NATALE

Al centro della questione.
 

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     Anche quest’anno il Natale lo attendiamo nella frenesia consueta che contraddistingue questo periodo. Alcuni avvertono un senso di disagio come se nella fretta ci stessimo dimenticando di qualcosa, un regalo non ancora fatto, un appuntamento mancato, auguri da spedire, …. In realtà questo lieve senso di colpa che accompagna questi giorni è che forse non poniamo al centro della questione l’essenziale della nostra fede: Gesù è venuto sulla terra per ricordarci che Dio si fa vicino per consolare le nostre solitudini, le nostre povertà e le nostre mancanze. Quindi in questi ultimi giorni del nostro  cammino di Avvento cerchiamo di riprendere il senso della bella festa che andremo a vivere la notte di Natale. 

     

Auguriamo a tutti coloro che sono al freddo, alle persone anziane e sole, ai malati che sono nel dolore fisico e nella paura, alle persone che stanno bene nel fisico, ma prostrati dal malessere psicologico, dalla depressione, alle persone disabili che sono affaticate dal disagio, a coloro che in queste feste, non potranno incontrare le persone che amano, a tutte le famiglie colpite dal lutto, agli stranieri spaventati dall’ultimo decreto sicurezza del governo, alle persone senza lavoro in attesa di tempi migliori, ai ragazzi preoccupati per il loro futuro, alle persone in carcere private dalla libertà, a tutti i volontari che dedicano parte del loro tempo agli altri e incapaci di sorridere, ai sacerdoti che in questa epoca di profonda secolarizzazione si sentono piccoli e impotenti nel loro ministero, a tutti i catechisti che faticano a vedere i frutti della loro opera, a tutti i lavoratori che vivono il proprio lavoro con fatica e demotivati o ancora peggio a coloro che non sanno ancora se il proprio lavoro potrà continuare, a tutti quelli che invece non lavorano proprio ma hanno una famiglia da mantenere, a tutti i dirigenti che non riescono a far quadrare i conti dell'azienda e non sanno infondere speranza ai propri collaboratori, a tutti i bambini che non si sentono compresi dagli adulti che gli stanno in torno, a tutte le persone che nel mondo stanno vivendo una situazione di guerra o di povertà, insomma auguriamo a tutti, ma proprio a tutti, che questo Avvento ci colga pronti ad incontrare il Signore che viene a consolarci e a darci ristoro dalle nostre tristezze e preoccupazioni e perchè possiamo, con entusiasmo e carichi di speranza, poter essere un Suo strumento per la consolazione delle sorelle e dei fratelli che incontriamo nel nostro cammino.

Un abbraccio Alessandro Barabino e Marco Berbaldi