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C’È QUALCOSA DI NUOVO NELL’ARIA: I GIOVANI E LA CARITAS

Il ritorno della Caritas al servizio civile nazionale. Giovani e mondo Caritas.
 

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Si sono concluse le Selezioni di Servizio civile nazionale per il bando 2018 promosso dal Dipartimento della Gioventù. Fra qualche giorno metteremo sul nostro sito internet la graduatoria all’interno della quale ci saranno i nomi dei giovani che inizieranno l’esperienza di servizio. Crescere e far crescere la propria comunità, mettersi alla prova dedicando un anno della propria vita al prossimo è lo scopo di questa opportunità che inizierà il 15 gennaio 2019 per 12 mesi. Sono tutti ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Dopo 8 anni la nostra Caritas torna a parlare di servizio civile. La scelta di sospendere la partecipazione era stata dettata da quello che l’istituto chiedeva all’ente di accoglienza dei giovani: troppe risorse umane richieste che ad un certo punto abbiamo scelto di convogliare da altre parti. Riprendiamo ora il discorso perché sentiamo che c’è “qualcosa nell’aria” che ci suggerisce un maggiore investimento nel mondo giovanile ricco di vitalità e di futuro.

     Qualche giorno fa abbiamo inaugurato “Casa Demiranda”, un condominio solidale animato da giovani italiani e stranieri. Per la prima volta ci siamo trovati a fare una selezione con 15 giovani per 8 posti. Certo! In questo periodo di carenza di lavoro giovanile 433 euro al mese non passano inosservate come rimborso spese! Ma non è solo questo! C’è una nuova voglia di essere, di fare, di partecipare.

     Come Caritas continueremo a lavorare perché prima di tutto ci sia lavoro per i giovani e non il servizio civile. Ma ora, visto che il primo non c’è, cerchiamo di sfruttare il secondo. E così insieme ai 3 giovani del Servizio Volontario Europeo arrivati a fine settembre per un anno, vogliamo iniziare un nuovo cammino sociale e culturale. Per questi giovani sarà possibile cimentarsi nel mondo del sociale, prestare aiuto a persone che vivono ai margini, collaborare nelle strutture per rifugiati, condividere il proprio tempo con persone disabili, migranti, nei centri d’ascolto, lavorare per la sensibilizzazione dei giovani coetanei, conoscere la vita delle persone che vivono situazioni difficili e aiutare gli operatori della Caritas nell’organizzazione delle diverse attività. Sono due le colonne che reggono l’esperienza: il servizio e tanta formazione intesa nel modo classico: 42 ore di formazione generale e 72 ore di formazione specifica. Tutto questo perché serve ascoltare, confrontarsi, pensare, approfondire, fare propria un’eredità valoriale che viene da lontano cercando di reinterpretarla per la vita di oggi.

    Valori come la non violenza, la cittadinanza attiva, il pensare in grande per agire nel piccolo, il costruire quello che vorrei fosse realizzato nel mondo. Senza dimenticare mai, noi adulti, una cosa che la nostra Costituzione ci sottolinea all’articolo 2: ogni cittadino italiano ha il compito di adempiere al dovere di solidarietà politica, sociale ed economica.